Aprile 18, 2014

(Fonte: redheadsmyonlyweakness, via redheads-forever)

Aprile 18, 2014

(Fonte: nearlyvintage, via fuck-yeah-orange)

Aprile 18, 2014
"Le liti non durerebbero a lungo, se il torto fosse da una parte sola."

François de La Rochefoucauld (via rebloglr)

(via dolcerandy)

Aprile 18, 2014

Anonimo ha chiesto: Bello leggerti... Fai venir voglia di scrivere, ma soprattutto di stirare!!!

:)

Bene. Comunque guarda qualcuno che poi mi aiuti a mettere tutto a posto nei cassetti mi servirebbe proprio!

12:42pm  |   URL: http://tmblr.co/Z2_ncx1DOHNba
  
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Aprile 18, 2014
una-lady-italiana:

“Pain, pleasure and death are no more than a process for existence. The revolutionary struggle in this process is a doorway open to intelligence” 

― Frida Kahlo (from “The Diary of Frida Kahlo: An Intimate Self-Portrait”)

una-lady-italiana:

“Pain, pleasure and death are no more than a process for existence. The revolutionary struggle in this process is a doorway open to intelligence”

― Frida Kahlo (from “The Diary of Frida Kahlo: An Intimate Self-Portrait”)

Aprile 18, 2014
"Domani. La parola
libera, vacante, senza peso,
si muoveva nell’aria,
così senz’anima e corpo,
senza colore né bacio,
che l’ho lasciata passare
al mio fianco, nel mio oggi.
Ma all’improvviso tu
hai detto: “io, domani…”.
E tutto si è animato
di carne e di bandiere."

— Pedro Salinas

(Fonte: dreams-in-my-sky)

Aprile 18, 2014

(Fonte: yournaoko, via pragmaticamente)

Aprile 18, 2014
"Io utilizzo la pittura per rendere visibile il pensiero"

— Renè Magritte (via needforcolor)

(Fonte: unpagliacciotriste, via pleiadi60)

Aprile 18, 2014

(Fonte: linengirl, via redheads-forever)

Aprile 18, 2014
Se son d’ umore nero allora … stiro … frugando dentro alle nostre miserie (libera citazione)

E sì, lo confesso. A me piace stirare. Non è che mi piace al punto da augurarmi di passare tutto il mio tempo tra magliette e camicie, oppure da svegliarmi la mattina presto e pensare “Siiii, vai!!! Oggi mi faccio una bella stirata!”, ma quando mi trovo a farlo lo trovo rilassante.

Ogni tanto, un pomeriggio o una serata, in totale relax, con la mente che vaga, magari ascoltando musica in sottofondo o davanti la televisione a vedere i telefilm registrati, oppure semplicemente perso nei pensieri, nei voli pindarici, nei progetti indefinibili: le tensioni, il peso delle giornate, le preoccupazioni lentamente si sciolgono quasi come le pieghe della stoffa.

E non è un piacere senile, questo mi accadeva anche da ragazzo. Ricordo il mio compagno di banco del liceo il pomeriggio in cui passò a casa e scoprì questo mio modo di mitigare l’ansia e le tensioni. Si raccomandò in tutti i modi possibili “nun te fa’ scoprì… dico, dalle donne, nun te fa scoprì che te piace, che poi te mettono sotto…”. Mi sono sempre fatto scoprire, non ho mai creduto che ci fosse un “sopra” e un “sotto”.

Mi piace vedere la stoffa che si spiana, le pieghe che scompaiono, i capi che al passaggio del ferro riprendono forma. Avvertire il loro calore mentre li piego o li sistemo sull’asse, far combaciare gli angoli, piegare gli indumenti e impilarli in ordine uno sull’altro.

Il mio grande problema erano le tshirt, non riuscivo mai a piegarle simmetricamente. Poi i disegni o le scritte mi distraggono. Per caso, l’altro ieri, invece, sono capitato in un video, uno di quelli che dicono come piegare le tshirt in 2 secondi, e io ho detto “seeeeee, e chi ci riesce….” poi, al terzo fallito tentativo di piegarne una bene mi sono detto, ma fammelo rivedere quel video. Ho preso l’ipad, l’ho portato vicino all’asse da stiro, ho cercato il tutorial, ho preso la tshirt con due dita,  incrociato il movimento, e …. Incredibile! Funziona!!!! Ho impiegato un attimo per stirarle e piegarle tutte, le mie, quelle del resto della famiglia. Quasi un gioco! al punto che ora non vedo il momento di rimettermi nuovamente a stirarne altre!

Mi piace stirare, tanto che quando finisco mi dispiace che la sedia dove erano accatastati tutti i panni sia definitivamente vuota e non ci siano altre camicie. Le camicie, ecco, sono la mia passione. Sono passaggi regolari, quasi un rito. Il collo, i polsi, le maniche, la spalla. Da ragazzo, poi, che ero più magro, ero fissato con le pieghe, quelle che facevo per mettere le camicie nel cassetto, che dovevano essere dritte precise simmetriche, perfettamente verticali. Dovevano passare possibilmente a metà dei pettorali e dare linea alla figura, contornare la cravatta, vedersi dal movimento della giacca aperta..

Ora le camicie le ripongo nell’armadio appese alla stampella quindi niente più riga. Le lascio perfettamente lisce e le ripongo con cura, cercando di non sgualcirle nel trasporto fino all’armadio. La riga, ora, non la faccio più, e non solo perché le appendo, anche perché ci penserebbe poi quel po’ di pancia che ora ho a rovinare tutto…

11:13am  |   URL: http://tmblr.co/Z2_ncx1DO3iOM
  
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Aprile 18, 2014

(via fuck-yeah-orange)

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